Editoriali

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“Il mio non è un progetto personale”

SAN SALVO | Nel primo comizio in piazza, fatto in un freddoloso giovedì di fine maggio, su un palco “controsole”, Angelo Angelucci ha presentato i suoi candidati, facendo parlare Marika Bolognese e Stefania Lombardi (avvocati),

Silvia Di Virgilio (dottoressa in filosofia), Angelica Ciafardini (psicologa), Enzo Toma (dipendente Denso) e Fabio Travaglini (consulente di impresa, con master alla Bocconi). Lo stesso candidato sindaco ha promesso che nelle prossime occasioni farà parlare altri candidati delle sue liste, poiché il taglio che vuole dare alla sua offerta politica è puntare su una squadra competente ed appassionata. Non sappiamo di quale staff comunicativo si avvalga il candidato Angelucci e né quanto abbia speso (se lo ha speso) per far arrivare i suoi messaggi alla città, ma di certo rileviamo che è il primo (per ora, unico) che fa parlare anche i candidati e non ci riempie di suoi monologhi più o meno ad effetto scenico. Del resto, la squadra ha saputo crearla. Ed anche aver deciso di non utilizzare candidati riempitivi (giusto per fare vedere di avere una lista in più) fa parte di un messaggio sincero, non gonfiato, non ritoccato che va nella direzione di una politica, per così dire, credibile. Raffaele Sannino, un altro dei candidati di Angelucci, proprio ai nostri microfoni in un’intervista (che metteremo on line fra qualche ora), ha detto: “Ma come faccio a promettere posti di lavoro se la Pilkington, dove lavoro, ha appena annunciato 190 esuberi ?”. Non sappiamo se questi candidati si incontrano, parlano e concordano cosa dire, ma abbiamo riscontrato che sulla credibilità personale sono tutti sintonizzati, tanto che la Ciafardini nello stesso comizio ha detto: “Per l’onestà di Angelo, io ci ho messo la faccia”. Con le prime interviste a noi rilasciate, abbiamo conosciuto come la pensano politicamente anche candidati come Emanuele Di Nardo (sociologo ed organizzatore di eventi), Fabrizio Ciurlia (impiegato), Felice Tortella e Mario Di Giacomo (artigiani) ed anche per costoro taglio è stato: mi metto a disposizione di un progetto, voglio fare qualcosa per questa città, non chiedo niente in cambio. Senza polemiche, senza attacchi, con serenità ed umiltà. Con i messaggi delle altre coalizioni molto puntati sulle leadership individuali, quello di Angelucci sembra davvero puntare sulla leadership collettiva, tanto che la candidata (che vuole impegnarsi principalmente per il suo quartiere, la Marina) Stefania Lombardi ha detto: “Il mio non è un progetto individuale”. Sarebbe bene che l’intera coalizione lo prendesse a prestito e lo trasformasse in “Il nostro non è un progetto individuale”. Ed in tal senso, Fabio Travaglini ha proposto la modifica dello statuto comunale, mezzo normativo per far impegnare tutti i consiglieri e non solo gli assessori, con la corsa affannosa al posto, che tanti guai ha generato alle ultime Amministrazioni. Produrrà o non produrrà questo messaggio collettivo ? Certo è che esso arriva da chi è nato negli anni del cosiddetto edonismo reganiano o craxiano e che si è formato a scuola negli anni del berlusconismo e dimostra che spesso gli stereotipi siano lontani dal vissuto reale delle persone. Se una ragazza figlia di uno che nell’ 82 si candidò tra i liberali, di famiglia moderata e lontana dalle esperienze politiche riesce ad esprimere un concetto così lontano all’ Io, dalle arrampicatrici sociali d’ultima generazione, dalla politica vissuta come potere e richieste dei favori vuol dire che questo Paese non è tutto clientele ed annunci. E del resto se tutto fosse basato sul voto di scambio, i grillini non prenderebbero il 30%. Parliamoci chiaro: c’è gente che voterà per chi gli offre qualcosa (lavoro, licenze, contributi, ecc…), ma c’è anche gente che vuole semplicemente partecipare o che vede spento il Paese (come ci ha detto Emanuele Di Nardo) e sente la passione, il dovere civico di impegnarsi. Ce la farà questa idea “gaberiana” antica, ma sempre validissima di libertà è partecipazione ad affermarsi elettoralmente ? O sarà soppiantata ancora dalla vecchia politica dei potentati locali ? Lo vedremo. Ma, in una fase di totale destrutturazione della sinistra sansalvese, sarebbe il caso che chi ha coinvolto persone sincere e competenti (che ci stanno mettendo la faccia) facesse di tutto poi per evitare che ciascuno dopo le elezioni torni ad occuparsi solo ed esclusivamente delle proprie attività, per quanto affermate.

Ods

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