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Tagli dei fondi ai servizi sociali. Si rischia il collasso

PESCARA | I cittadini abruzzesi potrebbero vedersi tagliare, a partire dal mese di settembre, servizi sociali che fino ad oggi gli sono stati garantiti. Allo stato attuale i tagli del governo nazionale sulle politiche sociali

che si abbatteranno sulla regione Abruzzo sono superiori ai 5 milioni di euro.

Gli ambiti sociali abruzzesi continuano a garantire i servizi ma se il Governo nazionale non stanzierà di nuovo le risorse che ha sottratto ad inizio anno le strade percorribili sono due: o si tagliano i servizi oppure, come già successo negli anni passati, questi vengono erogati ma i lavoratori che forniscono l'assistenza non vengono retribuiti perchè avranno svolto servizi per i quali non vi era una copertura finanziaria.

I tagli più consistenti per il 2017 sono quelli di 3 milioni di euro per i piani sociali di zona, 1,3 milioni per il trasporto disabili e per l'assistenza ai minorati, 1 milione sulla non autosufficienza.

Il Ministro Poletti ha più volte ribadito il suo impegno a ripristinare le risorse tagliate, sicché ad oggi gli ambiti sociali e le istituzioni preposte continuano a garantire la copertura dei servizi ma considerato che siamo oltre a metà anno é più che lecito nutrire dubbi in proposito.

Una storia antica quella dei tagli del governo centrale che vengono quantificati con esattezza dopo che i servizi sono stati resi dalle cooperative sociali. La conseguenza é che le cooperative non vengono pagate dai comuni e dagli enti d'ambito che glieli hanno commissionati e queste a loro volta non pagano i lavoratori aspettando il pagamento di fatture che non vengono mai saldate. A causa di questa situazione che si potrae da anni, il debito accumulato in Abruzzo dalla precedente Giunta Chiodi è stato di circa 20 mln di euro, debito che é stato poi dimezzato grazie all'assegnazione di fondi ex Pain che poi sono sati liquidati dalla Giunta D'Alfonso su proposta dell'Assessore Marinella Sclocco, che ha disposto il riparto di 9,9 milioni di euro di fondi ex Pain fra gli Enti d’Ambito sociale per il riconoscimento di parte delle spese sostenute nelle annualità 2011-2013 a compensazione dei mancati trasferimenti.

Con i tagli di quest'anno il debito rischia di accumularsi di nuovo in una situazione già compromessa con i lavoratori del sociale che vedono ritardi nel pagamento degli stipendi anche superiori a sei mesi.

Su questa partita il sindacato ha chiesto alla Giunta Regionale di aprire una vertenza con il Governo Nazionale ma qualora le risorse non dovessero essere trovate con stanziamenti nazionali sarà necessario reperirle tramite le risorse del bilancio regionale o di quelli dei comuni.

La Corte Costituzionale è già intervenuta nella Regione Abruzzo in materia sociale con la sentenza 275/2016, a tutela del diritto allo studio degli alunni disabili. Per la CGIL i tagli non possono e non devono essere scaricati sui cittadini abruzzesi e sui lavoratori.

                                                                                              Carmine Ranieri

                                                                                   Segreteria CGIL ABRUZZO

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