Abitare i Luoghi - news

PALIZZI ABBAZIA

Una giornata alla scoperta dell’Abruzzo. UN TUFFO NEL PASSATO. A passo di trekking nelle città di Lanciano, Fossacesia e San Vito

VASTO |  Martedì 13 marzo le classi 3C e 4D del corso turismo dell’ITSET Palizzi hanno preso parte al progetto “Abitare i luoghi”. In questa visita guidata la scolaresca ha avuto modo di immergersi nel passato visitando luoghi storici.

Gli alunni si sono recati nelle città di Fossacesia, San Vito Chietino e Lanciano.

Prima tappa del percorso è il Palazzo Mayer di Fossacesia, situato a Piazza del Popolo. Si tratta di una dimora storica ottocentesca, appartenente alla famiglia da cui prende il nome. Al suo interno vi è una collezione di oggetti, mobili e vestiario appartenenti ai Mayer  che ci rivela com’era la vita dei ricchi borghesi dell’ epoca e i cambiamenti subiti dalla società. Purtroppo solo una parte dell’ edificio è giunta fino a noi, in quanto è stato devastato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale di cui la città è stata protagonista. Attualmente un’ala della struttura è stata trasformata in un B&B che gli studenti hanno avuto l’opportunità di vedere per trarne ispirazione. In seguito gli alunni si sono recati al teatro locale dove la rappresentante del comune Marina De Felippis ha messo alla prova le loro conoscenze linguistiche.

La visita è proseguita verso l’ Abbazia di San Giovanni in Venere realizzata nel 1165 su un vecchio tempio dedicato alla dea Venere. La maestosa struttura è una fusione tra lo stile romanico e gotico. Dopo essere entrati gli escursionisti si sono recati nella cripta dove possono essere ancora ammirati alcuni affreschi dall’autore ignoto risalenti al XIII secolo.

Gli alunni si sono spostati a San Vito Chietino dove hanno avuto l’opportunità di degustare le ottime specialità di pesce, imperdibili se vi trovate nella città. L’ultima tappa della visita guidata è la città di Lanciano. I ragazzi si sono recati presso la cattedrale di Santa Maria Del Ponte,principale luogo di culto di Lanciano. La caratteristica che rende unica nel suo genere la chiesa consiste nel fatto di essere edificata su tre archi di un ponte romano, il ponte di Diocleziano. Della struttura originale della chiesa, prima del rifacimento barocco, rimangono le fondamenta presso il parco archeologico del Ponte Diocleziano: contrafforti di matrice gotica assieme ad arcate a sesto acuto, per un ordine di tre navate, con l'altare sormontato da una cupola. Nel 1088, durante dei lavori di ristrutturazione del ponte dopo un terremoto venne ritrovata una statua della Madonna col Bambino, che venne ribattezzata Madonna del Ponte. La statua risulta trattarsi di un'antica icona bizantina, nascosta nell'VIII secolo in un arco del ponte. La chiesa venne edificata nel XIV secolo. Nel corso del Seicento fu costruito per la campanella la torre civica attuale, ospitando un concerto di sette campane, compresa la squillina e due fisse per l'ora. Il campanile si trova separato dal resto della struttura, articolato su tre livelli. Agli inizi del XVII secolo, per opera di Tommaso Sotardo di Milano venne costruito il campanile. La chiesa subì alcuni lievi danni col terremoto della vicina Orsogna nel 1881. Essa rimase miracolosamente salva da ingenti danni, che ci furono in alcune parti col bombardamento alleato della città nel 1943. A testimonianza dell'attacco c'è un bassorilievo presso il campanile con iscrizione latina, parzialmente danneggiato dalle schegge. Il ponte Diocleziano si trova sotto la cattedrale, da cui appunto prende il nome. Esso è raggiungibile da una via dietro la torre campanaria, possiede sale adibite a museo e contiene un percorso archeologico della vecchia Anxanum che conduce ai resti del convento di San Legonziano del Santuario del Miracolo Eucaristico dall'altra parte della piazza dove sorge la cattedrale.

MIRACOLO EUCARISTICO

La reliquia conservata nella chiesa di San Francesco, costituisce una delle più importanti mete turistiche della città e dell’ intera regione. Il resto sacro risale al 750 quando un monaco ebbe alcuni dubbi sulla vera presenza di Cristo nell’ostia e nel vino. Gesù volle dare prova della sua presenza trasformando l’ostia in carne e il vino in sangue. Studi approfonditi hanno dimostrato che le parti sono tessuto miocardico di natura umana.

La reliquia è posta al centro della chiesa come a voler dire a tutti i credenti di non dubitare mai della presenza di Cristo e di avere sempre fede in Lui.

Esposito Claudia

Galante Silvia

Paolino Chiara

Villamagna Rita

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