Editoriali

QUATTRO CAFFE

N JAT APPRESS A ORAZIE

SAN SALVO | L’indagine consiliare sulle ultime borse lavoro erogate dal Comune di San Salvo si farà e sarà affidata alla Commissione Affari sociali, che presiede Fabio Raspa, come era stato

da noi ampiamente previsto (leggi). A stabilirlo un emendamento presentato in aula dai consiglieri Luciano Torricella (Città Nuova) e Stefano Battista (Forza Italia), passato coi voti della maggioranza e con l’astensione della minoranza. La quale, benché avesse chiesto una Commissione d’indagine ex novo e presieduta da un membro dell’opposizione, si è comunque “accontentata” di questa soluzione, perché – come ha sintetizzato l’on. Mariotti – “l’importante non è il colore del gatto, ma che questo acchiappi i topi”. Ed i topi in questo caso sono la verifica delle procedure adottate ovvero se chi ha preso le borse lavoro non aveva titolo e, soprattutto, se qualcuno che ne è stato escluso li aveva. A questo proposito, il capogruppo di Forza Italia, Stefano Battista, ha detto che il Consiglio comunale si sarebbe tenuto perché qualcuno vuole difendere un parente escluso. Battista non mi ha nominato, ma è chiaro che si riferisse a me, atteso che Bruno (l’escluso) è cugino di mia moglie.

Se fossi stato consigliere comunale avrei potuto ribattere in aula per fatto personale. Ma visto che, come mi ha fatto notare lo stesso consigliere Luciano Cilli, per parlare devo farmi eleggere, parlo qui dove non ho bisogno di elettori, ma solo di lettori.

E’ vero: sono stato io a sollevare il caso, non perché Bruno fosse parente di mia moglie, ma perché ne ha bisogno, come tutti vedono e, come primo fra tutti, ha riconosciuto il presidente Fabio Raspa. Stavolta ho sollevato questo caso e l’opposizione di oggi ha ritenuto di chiedere il Consiglio e l’indagine. Cinque anni fa ne sollevai uno analogo ed anche allora l’opposizione (quella che oggi governa!) ritenne di chiedere il Consiglio e l’indagine.

Perché sollevai allora un caso sui servizi sociali e perché sto ancora a sollevarne altri cinque anni dopo ? Evidentemente il mio interesse (di cittadino, prim’ancora che giornalista) è di sollevare casi nei settori dove non ci vedo troppo chiaro. Ci si chiedesse piuttosto perché non ho mai sollevato un caso sul settore cultura o sul settore turismo e sul settore urbanistica. Forse gli assessori o i capiufficio di questi settori mi sono più simpatici degli altri ? O è perché ci sono settori dove – cambiano gli assessori, cambiano i sindaci – la musica è sempre uguale e questo non va bene. Se poi, quando sollevo questi casi, l’opposizione pro – tempore mi viene appresso non è un mio problema, ma è un problema di quegli amministratori che vedono il clientelismo solo quando lo fanno gli altri.

Nel 1984 (e allora non ero giornalista, ma solo un giovincello rompicoglioni) denunciai la Giunta comunale Dc, perché era usa assumere i vigili, che prima passavano nella propria sezione di partito. Dopo la mia denuncia, i vigili estivi sono stati sempre assunti con una graduatoria e dei colloqui, mai più perché “si erano dichiarati disponibili”.

Quella denuncia, scritta materialmente da un mio caro amico e compagno (Umberto Giammichele, da poco scomparso), si chiudeva con la richiesta al Procuratore della Repubblica “…di far cessare il malcostume imperante nelle Amministrazioni comunali in ordine alle assunzioni estive, stagionali e temporanee”.

Da allora, quel malcostume cessò e farò in modo che cessi anche quello – semmai ci fosse – in ordine alle borse lavoro ed ai sostegni alla povera gente, che forse dipende più da chi gestisce il settore che dai politici, i quali (come dice qualche autorevolissima dirigente comunale) mi vengono appresso.

La Commissione presieduta da Raspa dovrà accertare i fatti e soprattutto lo potrà fare Gabriele Marchese, membro della stessa Commissione, anche perché quando era sindaco i consiglieri Tiziana Magnacca, Antonio Castaldo ed io sulla stampa lo mettemmo in croce. Ma non emerse niente a suo carico, se non che il sistema dei servizi sociali è spesso usato clientelarmente. Cosa quest’ultima che non ho sentito escludere dall’assessore Travaglini in Consiglio, anzi (io non consigliere comunale, dal pubblico) le ho espressamente chiesto: “Ma sta tutto apposto ?”. L’assessore non ha risposto, perché – a suo dire - c’è la privacy.

Qualcuno prima o poi entrerà nel merito di ciò che hanno fatto i (colleghi) sociologi e psicologi nei colloqui e nelle selezioni di queste borse lavoro.

Qualcuno prima o poi entrerà nel merito di ciò che ha rivelato pubblicamente in aula il consigliere Nicola Sannino ovvero che gli è stato recapitato nella cassetta delle lettere lo stato di famiglio di un percipiente le borse lavoro, la cui moglie avrebbe un lavoro di 2000 euro al mese. Il sindaco lo ha invitato a portare quello stato di famiglia alla Procura tramite i carabinieri. Io (sia pure intervenendo dal pubblico e non avendone titolo) ho detto a Sannino di depositarlo agli atti. Nicola Sannino lo stato di famiglia l’ha dato a me. Non so se si tratta di una prova per una eventuale notitia criminus, ma ove lo fosse, se i carabinieri lo vogliono acquisire, sappiano che ce l’ho io.

Voglio sperare che questo can can che si è creato stavolta ovvero ciò che ha detto in aula Angelucci (che pure di Ise e denuncie di redditi se ne intende), le scuse poste da Raspa all’inizio della vicenda, l’accettazione della Commissione da parte della maggioranza (sia pure con il mandato a guardare anche il passato), il lavoro che potrà fare il presidente incaricato e tutta la Commissione possano fare nel sociale ciò che la mia denuncia sulle assunzioni estive determinò trentadue anni fa: imparzialità o quanto meno trasparenza.

Non c’è altro, se non la coerenza con le mie battaglie di sempre, che mi ha animato anche questa volta e sono pronto a dimostrarlo pubblicando quanto attesta che i mie compagni di viaggio cambiano, ma le battaglie sono sempre uguali. Peraltro siccome mi vengono appresso, non sono dunque io a dovermi riciclare con chi vincerà le elezioni l’anno prossimo…

Ods

Ps Colgo l’occasione per esprimere la solidarietà della redazione al consigliere Tony Faga per le minacce che ha subito e che sono state esibite in aula stamattina, sulla vicenda del tennis, su cui pure tornerò.

Commenti   

+1 #1 Silverio Marzocchett 2016-09-07 08:05
sono per la trasparenza ma soprattutto per le poche chiacchiere e da quello che leggo se ne fanno molte; quel famoso stato di famiglia fa depositato in caserme non ad un giornalista se si vuol davvero vedere chiaro tutte le altre manovre rientrano nel gossip o cmq in cose a cui il popolo non è interessato visto che siamo SATURI, STUFI. solidarietà al consigliere Faga anche da parte mia.
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