Editoriali

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La lucida follia di Gianmichele

SAN SALVO  | E’ stata inaugurata ieri la nuova palestra dello Sport Village di San Salvo, che va a completare l’offerta dei servizi sportivi, partita con la piscina comunale e poi estesa con un campo di calcetto, di pallavolo-basket, centro benessere

ed appunto la palestra. La palazzina dello sport è stata progettata dai tecnici  Schiarizza-Aquilano, realizzata a tempo di record dall’ Impresa De Cinque (l’ex assessore allo sport Angiolino Chiacchia ha ricordato che fino a luglio c’erano solo i pilastri) e sarà gestita, almeno per altri ventinove anni, dalla cooperativa che gestisce da oltre vent’anni la piscina: la Millesport, presieduta da Gianmichele Fidelibus, alla cui “lucida follia” si deve la realizzazione, che – come ha ricordato il sindaco Tiziana Magnacca – ha saputo cogliere il “sogno politico” dell’ Amministrazione dalla stessa presieduta per poterlo trasformare in “atto  amministrativo”. Un atto che, a sua volta, va a trasformare per sempre un quartiere, quello di Pio Ix, che, dall’inizio del secolo scorso, era “le terre de li casulene”, ovvero le terre acquistate dalle famiglie di coltivatori diretti arrivati da Casoli nel 1908, poi cubate dal prg del 1980. Fu allora che Pio IX diventò “la zona di Armando Tomeo ed Angiolino Chiacchia”: il primo, sindaco, dotò quell’area di servizi ed infrastrutture (le strade, le scuole a Via Sturzo, la pista di pattinaggio ed appunto la piscina, che sarebbe stata realizzata dalla prima Amministrazione di centrosinistra) ed il secondo, architetto e costruttore, che costruì gran parte delle palazzine esistenti, in mezzo alle quali realizzò la sua villa un altro noto costruttore: Gino Raspa, padre dell’attuale assessore Fabio. Da ieri, Pio IX diventa la zona del villaggio dello sport, del primo villaggio dello sport di San Salvo. Su cui l’Amministrazione Magnacca ha molto puntato “per togliere i ragazzi dalla altre distrazioni” (parole dello stesso sindaco). Un villaggio realizzato grazie ad un intervento misto pubblico-privato, perché, “come è noto, oggi se si vogliono realizzare opere pubbliche bisogna ricorrere ai privati”: il cosiddetto project financing. Che nella nostra città  ha funzionato in tre grandi occasioni: per il nuovo cimitero, tutto finanziato con l’acquisto delle cappelle gentilizie da parte delle famiglie; per il porto turistico, finanziato con l’acquisto dei posti barca da parte dei diportisti; per la moderna cittadella dello sport, finanziato dalla lucida follia di Fidelibus e dei suoi soci. I quali, mossi da grande passione sportiva e ieri visibilmente emozionati, si sono sobbarcati un notevole impegno finanziario, che dovranno ammortizzare nel lungo periodo previsto dal bando comunale di costruzione e quindi gestione delle opere. Ma su di essi, il Comune ha giustamente puntato, conoscendone la professionalità nella gestione della piscina per un ventennio, durante il quale nessuno ha avuto da ridire: né le diverse Amministrazioni, che si sono avvicendate, e men che meno i migliaia di fruitori.

Buon lavoro.

                                                                                                                                                             Ods                                                                                                                                                                                   

Commenti   

+1 #1 Bruno Schiarizza 2017-09-25 10:39
A precisazione di quanto scritto nell'articolo, il progetto è stato redatto e portato a compimento da un team di tecnici ben più ampio di cui il sottoscritto si onora di far parte!
Bruno Ing. Schiarizza
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