Editoriali

raggi sindaco

Prepariamoci al quarto leader in un lustro

Sul perché gli italiani (dopo il crollo traumatico della prima repubblica) creino e brucino continuamente leader e leadership politiche l’avevamo già scritto, ma ricordiamolo.

Berlusconi vince nel’ 94, perde nel ’96, rivince nel 2001, pareggia (inaspettatamente) nel 2006, rivince nel 2008 e viene fatto cadere (dallo spread…) nel 2011. Monti viene “nominato” salvatore della Patria dal capo dello Stato e dai giornali (leader giusto nel momento di crisi) nel 2011, governa e perde sonoramente le elezioni del 2013. Bersani pareggia e con lo sconquasso elettorale derivato, gli italiani puntano su Renzi (vanno a votare alle primarie del Pd tantissimi elettori che non sono del Pd). Tutti credono a questo terzo salvatore della Patria, lui si presenta bene e ragguaglia il 40% (ma della metà degli elettori) alle europee del 2014. Governa per un paio di anni ed ora, come i predecessori, rischia di essere buttato giù dalla torre. Non si tratta solo del risultato elettorale ultimo, che lo stesso premier – segretario ha definito una sconfitta. Oramai tutti lo attaccano e dopo il referendum è assai probabile che gli italiani si orienteranno verso una nuova leadership, che sarebbe la quarta nell’ultimo lustro.
Perché ci illudiamo tanto facilmente di uno/a e dopo qualche anno ci disilludiamo ? O meglio quando puntiamo così entusiasticamente su di uno e poi altrettanto facilmente lo scarichiamo ? Lo facciamo perché la crisi morde e vorremmo che qualcuno/a la risolvesse. Verificato che non ci riesce, gli diamo il benservito ed avanti un altro.
Nella prima repubblica che tutti hanno dimenticato c’erano i partiti veri e non le leadership illusorie.Alle ultime politiche ho tifato Bersani perché ero convinto che nella sua squadra ci sarebbe stato il destro Monti (garante dei poteri forti d’Europa) e il sinistro Fassina (garante della povera gente). Dalla crisi non si esce troppo da destra, perché i poveri vengono crepati e non si esce troppo da sinistra, perché la ricchezza non viene creata. Dalla crisi si esce insieme, con politiche di squadra, che coniughino innovazione e stabilità. Invece noi consideriamo la squadra, la mediazione sociale, la condivisione delle ragioni tra le categorie come degli inciuci.
Qual è l’errore di Renzi raccontatoci da queste elezioni ? Che pensava di essere arrivato “fregno fregno” da Firenze a rottamare chi aveva costruito il partito prima di lui e strizzare l’occhiolino all’elettorato moderato di centrodestra e portarselo al partito della nazione. In tal modo gli amici (interni) gli sono diventati nemici ed i nemici veri tali sono restati. Infatti, il Matteo nazionale si è messo contro sia i rottamati e sia quelli di destra, che hanno votato (e voteranno alle politiche) le 5 Stelle. Un Governo che invece volesse resistere dovrebbe rispettare le varie sensibilità ed i contrapposti portatori di interessi. Per farci uscire dalla crisi dovrebbe tagliare i privilegi e rilanciare l’economia con meno annunci e più fatti. Ma questo non lo fa uno solo, per quanto bravo. Lo fa un collettivo, un partito, una classe dirigente e soprattutto lo fa insieme. Lo fa chi convince l’ Italia intera. E già il fatto di non riuscire a convincere quelli del proprio partito (le famose minoranze interne) attesta che riesce difficile convincere la nazione. Ciò detto, se Renzi non capisce la lezione elettorale e non coinvolge nel partito la sua minoranza, è probabile che perderà il referendum e se ne tornerà “mogio mogio” a Castiglion Fibocchi…nella zona di Firenze. E noi ci proveremo col quarto leader dell’ultimo lustro, probabilmente pentastellato, per il quale vale quanto già detto (e che ritrascrivo): Un Governo che invece volesse resistere dovrebbe rispettare le varie sensibilità ed i contrapposti portatori di interessi. Per farci uscire dalla crisi dovrebbe tagliare i privilegi e rilanciare l’economia con meno annunci e più fatti. Ma questo non lo fa uno solo per quanto bravo. Lo fa un collettivo, un partito, una classe dirigente e soprattutto lo fa insieme. Se falliranno anche le 5 Stelle, vorrà dire che la Grecia sarà più avvicina, Brexit permettendo…

Ods

Commenti   

0 #1 Silverio 2016-06-21 22:28
Come hai ben detto è finita l'era delle belle parole, delle promesse e dei ricatti ora servono FATTI e niente più, chiunque dica qualcosa deve avere un valore aggiunto per essere considerato minimamente, LA CREDIBILITÀ.

Per farci uscire dalla crisi dovrebbe tagliare i privilegi e rilanciare l’economia con meno annunci e più fatti. Ma questo non lo fa uno solo per quanto bravo. Lo fa un collettivo, un partito, una classe dirigente e soprattutto lo fa insieme...e aggiungo: lo ha fatto solo il m5s
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