
Se al posto di un titolo, o al massimo di un titolo con sottotitolo, ne faccio quattro, vuole dire che alle provinciali di Chieti quattro sono i risultati da attenzionare.
MENNA STRAVINCE
Calcolando i consiglieri di centrosinistra a Chieti, Lanciano e Vasto, il presidente avrebbe dovuto prendere 46 voti, forse 47 con un penta stellato d'opposizione; ne ha presi 53, quindi almeno 6 consiglieri di centrodestra dei grandi Comuni lo hanno votato. Dal risultato finale si deduce che anche altri consiglieri di centrodestra delle altre fasce lo hanno votato. Chapeau.
GLI SCHIERAMENTI PAREGGIANO
Simul stabunt vel simil cadent. Così come Menna ha avuto voti dai consiglieri elettori dello schieramento di centrodestra, quest'ultimo li ha avuti dai consiglieri dello schieramento opposto. Diversamente non ci sarebbe stato il pareggio che si è registrato (6 e 6)
CAMPITELLI E ZINNI FANNO VOLARE BERGHELLA
Il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella di centrodestra, è il primo eletto in assoluto con 8521 voti (ponderati): oltre 1500 in più del più votato del centrosinistra (il potente Arturo Scopino che si ferma a poco più di 7000 preferenze). Dietro questo risultato c'è il lavoro politico - partitico del duo Campitelli -Zinni ed è interessantissimo leggere i risultati dei rispettivi Comuni: Lanciano e Casalbordino, dove (tanto per fare un esempio) l'unica donna eletta di centrodestra, Catia Di Fabio, ha preso zero voti.
DI NINNI PERDE MA BLOCCA LA MAGNACCA
Nicola Di Ninni è il consigliere comunale di San Salvo, già dissidente e poi rientrato nei ranghi.
Egli dai nove consiglieri del suo Comune ha avuto solo sei voti (pare che uno si sia perso per strada, perché per accordi due sarebbero comunque andati alla Di Fabio).
È verosimile immaginare che se Di Ninni non si fosse candidato, i suoi sei la Magnacca li avrebbe convogliati sulla Di Fabio, anche per compensare i voti (non) avuti a Casalbordino. Con 6 voti in più (purtroppo congelati a San Salvo), la Di Fabio avrebbe superato le 6000 preferenze, cosa che avrebbe fatto gioire il potente assessore regionale sansalvese, bloccata, suo malgrado dal candidato messo da D'Amario. Al quale va riconosciuta l'arguzia politica di aver "tolto" voti a Fratelli d'Italia, senza penalizzare il suo pupillo, Luca Conti, arrivato secondo dopo Berghella Max, di nome e di preferenze.
Ods