
VERSO LA FINE DEL QUINQUENNIO MELONIANO
Il significato POLITICO del referendum costituzionale di ieri ci dice che anche la fase impersonata da Giorgia Melone sta per chiudersi. Esattamente come si chiuse nel '22 il quinquennio pentastellato o come si era chiuso nel '18 quello renziano...e qualche tempo prima quello berlusconiano e ancora prima quello prodiamo e via via tornando ancora indietro.
Praticamente, nell'ultimo trentennio i politici vengono considerati dagli italiani come le lamette usa e getta: vengono votati, lasciati governati per (circa) una legislatura e poi sostituiti con chi sta all'opposizione o ancora meglio se sta fuori dai giochi.
L'alto tasso di ricambio politico in Italia, però, non può ascriversi solo alla cosiddetta volatilità del voto o alla liquidità dell'elettorato, ma soprattutto alla insoddisfazione dei cittadini.
Il no al referendum non è stato tanto un no nel merito, ma un no al Governo Meloni, dal quale l'elettorato si aspettava il taglio delle accise (come da suo video pre elettorale al benzinaio) o l'abolizione della Fornero (come da solenne impegno di Salvini).
Gli usa e getta che dicevamo vengono generati dalle promesse non mantenute da parte del sistema politico. Ora ne pagheranno le spese i politici del centrodestra, come Renzi pagò il famoso "Enrico stai sereno" e Di Maio pagò l'altrettanto famoso "non faremo il Governo col partito di Bibbiano".
Sergio Mattarella è il politico più popolare e stimato perché parla poco, quando serve, misura le parole e soprattutto non dice bugie!
Pensare che gli elettori si scordino le promesse fatte dall'Opposizione è il peggior modo di stare al Governo.
Per dirla tutta, le promesse che si sa di non poter mantenere non bisognerebbe proprio farle... diversamente si viene usati e gettati...come lamette usa e getta
Ods