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No alla chiusura degli ambulatori di Palmoli e Carunchio

La Sanità è un diritto di tutti che deve essere garantito. E la notizia di solo tre guardie mediche per quindici comuni è una notizia inaccettabile che non possiamo assolutamente accogliere con favore!

I medici non si trovano, come dice la Asl? Allora garantisca loro la stessa remunerazione dei medici della costa o quantomeno una quota di indennità di disagio come per le farmacie. 

È per queste motivazioni che stamane ci siamo uniti al coro di protesta dei sindaci del territorio – ai quali tra l’altro è stato negato loro l’accesso alla conferenza stampa - affinché la decisione di chiudere gli ambulatori di Palmoli e Carunchio venga immediatamente rivista.

È bene ricordare che l’8 luglio scorso il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio e l’Assessore alla Sanità, Nicoletta Verì in un incontro con gli amministratori locali avevano assicurato loro che il servizio sarebbe ripartito. Così non è stato. È questo l’ennesimo schiaffo al nostro territorio sempre più dimenticato e sbeffeggiato dalla politica regionale.

Settimana dopo settimana stanno disgregando quanto faticosamente fatto e programmato dalla precedente Giunta regionale di centrosinistra. Tutto ciò sotto il silenzio più assordante dei consiglieri e degli esponenti regionali del centrodestra eletti e nominati nel Vastese.

Stamane, unitamente ai sindaci del territorio, abbiamo pertanto chiesto alla Verì, giunta a Vasto per la posa della "prima pietra" di una proposta di progetto del nuovo Ospedale di Vasto – progetto che è bene sottolineare non è un progetto definitivo-esecutivo in quanto si tratta come detto solo ed esclusivamente di una proposta - di restituire ai Comuni dell'entroterra il loro diritto alla salute! 

Basta con le chiacchiere, il Vastese necessita di risposte, di vicinanza, di ascolto concreto e fattivo, e di progetti definitivi e approvati!

Concludiamo condividendo pienamente la nota di CGIL, CISL e UIL che si dicono delusi del disegno di riordino della rete ospedaliera abruzzese prodotto dall’esecutivo regionale. Una rete – come da loro sottolineato e che condividiamo - "che manca di visione e che non porta innovazioni di rilievo nonostante la pandemia in atto abbia messo in luce le criticità del sistema sanitario abruzzese".

E’ grave disegnare oggi una rete ospedaliera che non tenga conto delle necessarie e strette connessioni con la rete territoriale, considerando anche gli imponenti investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Anche noi, come loro, siamo delusi e contrariati oltre che preoccupati!

Pd Provinciale di Chieti

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