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A Chieti confronto sul futuro dell’emergenza e sull’integrazione tra ospedale e territorio

Il futuro dell’emergenza sanitaria passa attraverso una rete capace di collegare il Pronto soccorso ai servizi territoriali, garantendo ai cittadini risposte appropriate e continuità nell’assistenza. È questo il tema centrale del Congresso regionale DEA 2026, in programma il 23 e 24 ottobre a Chieti, nell’Auditorium del Rettorato dell’Università “G. d’Annunzio”

Presieduto da Emmanuele Tafuri, Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza della ASL  Lanciano Vasto Chieti, il congresso riunirà professionisti dell’emergenza, specialisti e rappresentanti dell’assistenza territoriale per un confronto sulle principali sfide cliniche e organizzative.

Due le questioni centrali sul tavolo: in primo luogo integrare concretamente ospedale e territorio per assicurare la sostenibilità del sistema e rafforzare la qualità, e, a seguire, la sicurezza delle cure attraverso percorsi condivisi tra professionisti e servizi.

Il Pronto soccorso rappresenta un presidio essenziale per le emergenze, ma la sua capacità di rispondere ai bisogni della popolazione dipende anche dal funzionamento dell’intera rete assistenziale. L’invecchiamento, le patologie croniche e la complessità dei pazienti richiedono una presa in carico che preceda l’accesso in ospedale e prosegua dopo la dimissione.

“In questa prospettiva - sottolinea il Direttore generale della Asl Mauro Palmieri - , l’integrazione con le Case della Comunità, la medicina generale, la continuità assistenziale e il numero 116117 per le cure non urgenti costituisce una condizione necessaria per la tenuta del sistema. Occorre costruire percorsi riconoscibili e accessibili, capaci di orientare le persone verso il servizio adeguato e accompagnare soprattutto i pazienti fragili e cronici. Un obiettivo che richiede collegamenti operativi, comunicazione tra i servizi e responsabilità definite nella presa in carico”.

 Il convegno inoltre affronterà il rischio cardiovascolare e le sindromi coronariche acute, le emergenze metaboliche, il trauma e le malattie emorragiche. Particolare attenzione sarà dedicata al paziente anziano complesso, al sovraffollamento in Pronto soccorso, alla gestione multidisciplinare del dolore e alla continuità delle cure per le persone con broncopneumopatia cronica ostruttiva.

“Non mancherà - tiene a sottolineare Tafuri - lo spazio dedicato alla responsabilità professionale, alla prevenzione della violenza contro gli operatori sanitari e alla comunicazione in area critica. E una sessione dedicata ai giovani medici, con la presentazione di casi clinici della Scuola di specializzazione in Medicina d’Emergenza Urgenza di Chieti. In generale vogliamo mettere a fuoco l’intera organizzazione sanitaria: rafforzare il Pronto soccorso significa costruire una rete in cui ospedale e territorio lavorino insieme, offrendo risposte tempestive alle emergenze e continuità agli altri bisogni di salute”.