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CGIL Calabria:vaccinazioni anti Covid lente. Chiederemo incontro a Commissario Straordinario Sanità

La CGIL Calabria ha diramato un comunicato attraverso il quale denuncia i ritardi nella campagna per la vaccinazione anti Covid-19.  “Al momento – si legge nel comunicato - risulta lenta ed incerta la campagna per la vaccinazione e il Piano Nazionale anti-covid19 con responsabilità del governo centrale, che risulta aggravata in Calabria

se si considera che, ad oggi, non ci risulta alcuna presa di posizione della Regione relativamente alla Pianificazione Vaccinale regionale, a partire dalla informativa da garantire ai cittadini calabresi”

Per la CGIL Calabria “se si esclude l’avvio della vaccinazione rivolta al personale sanitario pubblico, nonché a quello delle strutture Socio-Sanitarie -Assistenziali ed ai relativi ospiti, non si ha contezza di come si procederà in favore delle categorie più esposte quali ad esempio gli operatori dei cosiddetti servizi essenziali.”

Inoltre secondo quanto si deduce dal comunicato del sindacato, per la sanità calabrese, con le sue già note criticità organizzative, non sarà semplice gestire questa fase. I primi dati rispetto alle dosi di vaccino somministrate a livello nazionale indicano la Regione Calabria tra le ultime regioni con una percentuale di vaccini effettuati pari al 27,9 % rispetto alla media nazionale che invece è pari al 51,9 %, ovvero circa 5.600 dosi a fronte delle 25.630 inviate, come indicato dal sito dell'Aifa.

Dati che confermano le preoccupazioni che per la CGIL Calabria sono condivise di tutti i calabresi, tanto da indurre il sindacato ad avanzare la richiesta “al Governo Regionale, al suo Dipartimento della Tutela della salute, alle Aziende Sanitarie Provinciali e non per ultimo al Commissario Longo” di essere resi “edotti rispetto a come sarà organizzata la campagna vaccinale, quali saranno i Punti Vaccinali e con quale personale sarà garantita la somministrazione del vaccino”.

“Infine – si legge nel comunicato - vorremmo tanto non annoverare la Campagna Vaccinale anti-Covid 19 tra le storture ed i consueti ritardi della Sanità calabrese perché altrimenti ed ancora una volta, a pagare il prezzo della mancata tutela del diritto alla salute sarebbero i calabresi e tra questi quelli delle fasce più deboli.”

Luca Branda

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