Inclusione di Sansalvomare

politica femminile

La comunicazione politica femminile

A fronte dell'onda rosa che ha travolto San Salvo, eleggendo il primo Consiglio Comunale a maggioranza femminile, non posso di certo esimermi dal parlare del fenomeno della femminilizzazione della politica

e in particolare di quali siano gli impatti della femminilizzazione della politica in termini di comunicazione.

La domanda sottesa a tutta la mia analisi prende in considerazione se esiste o meno una caratterizzazione di genere della comunicazione politica.

La questione è molto importante poiché all'interno dell'ambito politico la parità di genere non è ancora pienamente realizzata. Quindi si cercherà di vedere quale stile comunicativo è stato scelto e se sia stato declinato secondo la variabile di genere o meno

Nella prima parte dell’articolo mostrerò i dati relativi alla sotto-rappresentazione di genere in ambito politico (nel dettaglio verrà analizzata la situazione regionale), nella seconda invece parlerò della comunicazione politica al femminile tout court.

Partiamo con un po' di dati

La presenza femminile negli organi costituzionali italiani ha sempre mostrato una presenza contenuta nei numeri e molto limitata quanto alle posizioni di vertice.[1].

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Figura 1 fonte Camera dei deputati, dossier N°116/2016

Vediamo come nel 2016 in Abruzzo all'interno del Consiglio Regionale ci sia soltanto una donna e siamo nelle ultime posizioni rispetto le altre regioni italiane. All’origine del sistema di disuguaglianze che si è venuto a creare nel corso dei secoli e che ha dato origine allo status di inferiorità e marginalità delle donne soprattutto nell'ambito politico, lo Stato Italiano ha cercato di porre rimedio approvando la legge 23 novembre 2012, n. 215, “recante disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Per l'elezione dei consigli comunali, nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti la legge prevede...la cd. quota di lista: nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi...e la cd. doppia preferenza di genere, che consente all'elettore di esprimere due preferenze (anziché una, come previsto dalla normativa previgente) purché riguardanti candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda preferenza. Resta comunque ferma la possibilità di esprimere una singola preferenza”[2]. Cioè il modo con cui abbiamo votato alle ultime elezioni che cerca grazie alla doppia preferenza di creare un sistema politico equilibrato dal punto di vista del genere. Nel caso di San Salvo possiamo vedere come una comunicazione elettorale improntata sulla valorizzazione del genere e la “nuova” modalità di voto rendono la sotto-rappresentazione femminile nel mondo politico, solo un lontano ricordo.

Il “corpo mediale del leader”

Il corpo del leader, infatti, è denso di significati, e costituisce, nell’attuale società della rappresentazione, di chiara eco debordiana[3], uno strumento di comunicazione. Con l'evoluzione tecnologica, e soprattutto della televisione, si è però passati da una celebrazione del corpo al suo sfruttamento, tramite la messa in scena di tutti i suoi aspetti e lati più quotidiani, che rendono il leader sempre più “uomo comune” e vicino a noi, il popolo.

Ma come si differenzia la comunicazione elettorale se il candidato è una donna?

Come dicevo prima, gli stereotipi attribuiscono alla donna caratteristiche come compassione ed empatia mentre ci si aspetta dalle persone che ci dovrebbero governare caratteristiche come leadership e forza. Inoltre il fenomeno del cd “doppio legame” implica che se una donna possiede queste caratteristiche viene percepita come finta o costruita, proprio perché naturalmente ci si aspetta altro. Quindi se da un lato le donne hanno molta più facilità a risultare empatiche, dall'altro possono essere percepite in maniera carente sul piano della leadership. Spesso, inoltre, l'aspetto fisico delle donne viene messo più in rilievo rispetto quello degli uomini. In questo caso si possono adottare due strategie: da una parte quella della minimizzazione, cioè stile sobrio e massima riservatezza sulla propria vita personale, cercando di minimizzare gli stereotipi di genere, classico esempio la cancelliera Merkel; dall'altra si prevede la strategia opposta cioè valorizzare i tratti femminili e cercando di valorizzare un tipo di leadership alternativo creato sulle caratteristiche delle donne, ad esempio Ségolène Royal.

Chiara è stata la strategia adottata nel nostro caso particolare, ovvero dalla sindaca: la declinazione di genere ha funzionato coinvolgendo molte donne, parlando per loro, la sua gestualità utilizzata è stata decisamente empatica, il linguaggio chiaro ma con una cadenza dialettale che, nel caso di elezioni locali rafforza l’attaccamento al territorio e il rapporto con gli elettori.

In conclusione, posso dire che in questo caso la comunicazione declinata secondo la variabile di genere ha funzionato, ed è risultata come un punto di forza.

Angelo D'Angelo

 

[1]Camera dei deputati, servizio studi, dossier n°166 del 2016

[2]Camera dei deputati, servizio studi, dossier n°166 del 2016

[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Debord