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Lara Molino: esce oggi FÒRTE E GENDÌLE, il suo primo disco folk cantato in lingua d'Abruzzo e prodotto da MICHELE GAZICH

Esce oggi in tutti i negozi di dischi “Fòrte e gendìle”, il nuovo lavoro di Lara Molino, cantautrice di San Salvo, Chieti, alla sua prima esperienza con la lingua abruzzese dopo una serie di pubblicazioni

in ambito pop e molti concerti in Italia e all'estero (Spagna, Polonia, Canada). Il disco - anticipato dal video del brano "Lu fóche de San Tumasse" - è stato prodotto artisticamente dal violinista e songwriter Michele Gazich per la sua etichettafonoBisanzio e raccoglie dieci brani folk quasi tutti scritti da Lara insieme al padre e poetaMichele Molino, che interviene con la propria voce in alcuni passaggi della tracklist.

Fòrte e gendìle” - realizzato in circa due anni dopo un lungo lavoro di ricerca storica e musicale - è un disco essenziale, arrangiato con una chitarra acustica e il violino e la viola di Gazich, a cui sono stati aggiunti di tanto in tanto un'altra chitarra (suonata da Marco Lamberti) e una fisarmonica (Titti Castrini, già al lavoro con Vinicio Capossela) a completare una gamma di timbri che vedono al centro di tutto la voce della titolare, forte e gentile come il proverbiale modo di dire usato spesso per descrivere le genti d'Abruzzo. E del resto è proprio di queste persone, della loro storia di sofferenze e solidarietà, delle tradizioni e delle migrazioni, che i brani raccontano, con parole semplici e ferme nutrite dall'espressività evocativa e dalla verità di una lingua che travalica il tempo e la globalizzazione per parlare a chiunque.

Non è infatti un disco per soli abruzzesi “Fòrte e gendìle”: come ogni album realmente folk ha la forza di parlare a quella parte di terra e radici che ognuno di noi si porta dietro nonostante tutto. Collegando il sangue dei padri a quello dei figli, lasciando che siano le vite di un tempo (di povere donne, di pescatori e migranti, di vecchi e briganti) a parlare alle vite di oggi. Affinché ci si ritrovi tutti un giorno ancora una volta intorno al fuoco, quel “Lu fóche de San Tumasse” che apre programmaticamente questo disco ricordando una ritualità antica capace di sopravvivere strenuamente alle evoluzioni tecnologiche e alla disgregazione delle comunità.

Lara Molino dedica “Fòrte e gendìle” “a tutte le donne del mondo, esortandole a credere sempre in se stesse; e alla mia meravigliosa Terra d’Abruzzo, agli abruzzesi emigrati all’Estero, ai nostalgici che ricordano con tenerezza i tempi passati, le nostre usanze e tradizioni, e ai giovani che non le conoscono affatto.” Ed è proprio di una donna povera ma, appunto, forte e nobile d'animo che canta la title-track, primo di una serie di magnifici incontri canzone dopo canzone: quello con bambini prematuramente morti per denutrizione e trasformati in folletti birichini; oppure quello con un povero migrante arricchitosi in Germania con il rimpianto di aver perduto la giovinezza; e poi via via con affascinanti briganti, eccentrici pescatori e tradizioni di santi eremiti che combattono il maligno. Fino al sigillo conclusivo di “Càsche la lìve”, originaria versione abruzzese di “Amara terra mia” diDomenico Modugno reinterpretata da Lara Molino per sola voce.

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