Editoriali

NSG AUGURI2016

I meriti e i bisogni della Pilkington

SAN SALVO | Coniugare meriti e bisogni non è facile. Del resto se pensassimo solo ai meriti costruiremmo una società arida, basata essenzialmente sui più forti e su coloro

che hanno avuto più fortuna o più doti. Ma se pensassimo solo ai bisogni costruiremmo una società che non marcia, perché chi la deve trainare, con capacità e spirito di sopportazione, si fermerebbe non ricevendo stimoli. Per questo bisogna coniugare i meriti ed i bisogni. Bisogna premiare il merito di chi ha più capacità intellettive, organizzative, relazionali, professionali e stimolare a coltivarle e metterle a disposizione di se stesso e degli altri, ma nel contempo bisogna non scordarsi di chi è rimasto indietro, di chi è stato sfortunato, di chi ha bisogno di una mano.

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Non sappiamo se chi ha concepito l’evento di fine anno della Pilkington abbia pensato a questa filosofia dei meriti e bisogni, ma senz’altro essa è chiaramente emersa nella cerimonia del 20 dicembre a Piane Sant’ Angelo. Il presidente Graziano Marcovecchio ha, infatti, dapprima fatto premiare dal management i figli dei dipendenti che si sono laureati col massimo dei voti (e non sono pochi). Poi lo stesso management ha premiato i dipendenti che lavorano lì da 20, 30 e 40 anni. Si tratta di fatto di un premio di fedeltà a chi ha inteso o intende trascorrere la propria vita lavorativa all’interno della stessa azienda, cosa oggi alquanto fuori moda, ma che comunque attesta perseveranza e costanza professionali. Infine l’azienda al completo (lo stesso management insieme alla Rsu) è andata in soccorso a chi ne aveva bisogno, consegnando 60.000 euro a Cristina Di Pietro, sindaco di Civitella del Tronto, affinché li possa utilizzare per ricostruire le scuole distrutte dal sisma del 30 settembre scorso. I 60.000euro – ha precisato il presidente Marcovecchio – sono stati raccolti in primis tra gli operai, quindi tra i manager ed infine la stessa società ha contribuito da par suo. A dimostrazione che la solidarietà alla Pilkington è trasversale, come pure i meriti. Se, infatti, la filosofia meritocratica non fosse condivisa anche dalle maestranze, costoro non si metterebbero diligentemente in fila per ritirare la medaglia e né i figli accetterebbero buste con assegni di studio. Se i meriti ed i bisogni vengono sposati da tutti nella nota azienda vetraria, sono stati simbolicamente incarnati da un ragazzo down, che, unico tra i 63 che hanno frequentato l’azienda nel percorso di alternanza scuola lavoro, ha ricevuto un assegno studio. Perché se lo meritava, essendo arrivato al termine degli studi superiori. Ma anche perché ne aveva bisogno, non tanto sul piano economico, quanto su quello dell’accettazione di uno studente, che ha saputo recuperare un gap iniziale con impegno, serietà e bonomia. A questo voleva probabilmente riferirsi il presidente, quando lo ha presentato come uno studente-docente (che ha insegnato a colleghi e lavoratori il senso della vita).

Speriamo che tutti questi esempi siano stati recepiti non solo dalle centinaia di lavoratori ed autorità, ma anche dai bambini presenti (figli di dipendenti) autori dei disegni sul calendario aziendale, venuti a ritirare una felpa, in compagnia di quei genitori che fin quando l’ azienda sarà produttiva riusciranno a garantire alle proprie famiglie non solo il benessere economico, ma anche e soprattutto la serenità, che è in fin dei conti ciò che si respira in Pilkington. E che è poi derivante dalla filosofia dei meriti e bisogni, che se anche la società la applicasse per davvero, probabilmente saremmo tutti più sereni.

Ods

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