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Piano sociale, i comuni non sono più disposti a garantire i servizi senza le coperture finanziarie della Regione Abruzzo 

Mancata certezza dei finanziamenti e quindi della copertura del nuovo Piano di zona con l’impossibilità che vengano presentati entro la scadenza previste del 30 settembre; piano nazionale per le non autosufficienze; legge 32

che finanzia l’assistenza scolastica per i ragazzi ipoudenti e ipovedenti e legge 78 garantisce il trasporto e l’assistenza per i ragazzi disabili nelle scuole superiori. Tutte attività delegate ai Comuni che non hanno copertura finanziaria mettendo in ginocchio gli enti locali che con l’apertura del nuovo anno scolastico non sono in grado di attivare i servizi «per mancanza di programmazione e un gran pasticcio nel bilancio regionale».

Di questo si è parlato nel corso dell’incontro convocato dal sindaco di San Salvo al quale hanno partecipato sindaci o loro delegati dei comuni di Vasto, Monteodorisio, Castelfrentano, Villalfonsina. Casalbordino e Cupello facendo il punto sul settore del sociale. Una serie di criticità, già denunciate dall’inizio dell’anno, e che a oggi non hanno trovato risposte esaustive.

 In questi mesi c’è stata una fitta corrispondenza tra l’assessore alle Politiche sociali della Regione Abruzzo e i comuni dove si promettevano risorse finanziarie sufficienti a garantire le prestazioni.

«La nostra è una protesta prima di tutto di civiltà prima ancora che politica – dice il sindaco Tiziana Magnacca – perché non si possono lasciare le famiglie in queste condizioni, già gravate dal peso di disabilità al loro interno. Non si può immaginare di non poter garantire alcuna forma di assistenza. I funzionari comunali responsabili delle Politiche sociali non possono autorizzare la spesa senza adeguata copertura con conseguenze per loro stessi e all’ente per danno erariale. Chi chiede assistenza dovrebbe essere in cima all’agenda dell’assessore regionale alle Politiche sociali a cosi non è e sto vagliando se attivare azioni legali a tutela dell’ente per i mancati pagamenti».

I cittadini hanno il diritto di essere informati per garantire i diritti che al momento non sono garantiti dalla Regione Abruzzo. Ciò che sta accadendo è gravissimo.

Mimmo Budano, sindaco di Villalfonsina, ribadisce che gli amministratori locali sono stati sollecitati dalle famiglie che usufruiscono di questi servizi. «Oggi i siamo trovati attorno a un tavolo per affrontare tematiche che vedono la Regione Abruzzo sorda e incapace di programmare a tutela delle famiglie. Siamo all’inizio del nuovo anno scolastico nell’impossibilità di avviare le attività nei confronti di chi ha qualcosa in meno».

«Non è possibile che in uno stato di diritto – ha invece commentato Carla Zinni assessore alle Politiche sociali di Casalbordino – a denunciare una situazione di mancanza di rispetto dei più deboli che invece dovrebbero essere tutelati per primi. Una battaglia per restituire un’uguaglianza sociale alle famiglie. I Comuni non possono usare sostituirsi alla Regione, perché altrimenti si sovverte il principio di sussidiarietà».

Gabriele D’Angelo, sindaco di Castelfrentano, ha evidenziato che da mesi si sta portando questa battaglia pur non avendo un istituto superiore nel proprio comune, opera in sostituzione di quello di Lanciano per continuare nell’assistenza a uno studente. Situazione drammatica anche nella gestione dei bambini disabili senza avere a disposizione le somme che invece dovrebbero essere erogate dalla Regione. «La protesta che porterò avanti – ha detto – non solo nei confronti della Regione Abruzzo ma anche verso l’Ente d’ambito di Lanciano che sinora non ha promosso alcuna conferenza di servizi. Il Comune di Lanciano è stato silente a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico. Tutte queste cose le dirò ai genitori per metterli a corrente di questa assurda vicenda e che vede i soli comuni ad affrontare e risolvere le emergenze ambito sociale».

Infine il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, nel condividere quanto detto ribadisce che «siamo amministratori di prossimità facendoci carico delle inefficienze e carenze degli enti sovraordinati: ora non siamo più in grado né vogliamo più farlo. Se entro l’11 settembre non avremo delle risposte dalla Regione denunceremo ai cittadini queste situazioni annunciando che non saremo più in grado di garantire i servizi».   

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