Editoriali

funerale di nardo

Se ne vanno sempre i più buoni

SAN SALVO | Si sono svolti nella mattinata di sabato 4 giugno i funerali di Mario Di Nardo, detto Tonino, il cinquantenne motoriparatore, molto conosciuto

ed apprezzato per le sue capacità di meccanico specializzato di motoseghe, ciclomotori e biciclette, oltre che per la sua umiltà e bonomia. E sono proprio tali doti che mi hanno indotto a scegliere per questo articolo un titolo che può indulgere alla retorica: “Se ne vanno sempre i più buoni”.

di nardo

Per la verità, vista la presenza (sia pur discreta) al funerale dell’ onorevole Di Pietro, avrei potuto titolare il pezzo: “Anche il Tonino Di Pietro al funerale di Tonino Di Nardo”. E avrei senz’altro colto una notizia. Invece ho voluto privilegiare l’aspetto umano della vicenda più che l’aspetto mediatico, poiché Tonino Di Nardo era una persona perbene e che rispettava tutti. Anzi era uno che voleva accontentare tutti. Per questo aveva in officina cumuli di motoseghe e moto, che spesso gli dicevo: “Tonì, ma come li fai a riconoscere ?”. Lui li riconosceva e le riparava con passione e con serietà. Non era facile, ma lui non faceva mai il prezioso, perché era una persona umile, formatasi alla scuola della famiglia Cioffi, che gli lasciò l’attività e la clientela, dopo averne apprezzo la dedizione da operaio. La stessa dedizione che Tonino continuava a praticare da lavoratore autonomo. Quando si trasferì a Via Madonna delle Grazie lavorava su un piazzale diviso dal locale da una scala, che era costretto ad oltrepassare con tutte le moto ogni sera ed ogni mattina (perché ovviamente la notte le rientrava per tutelarle). Poi finalmente trovò l’ ampio locale a Via Montenero, dove lavorava comodamente con la sua Laura, che gli stava accanto devotamente indossando la tuta da meccanico per aiutarlo nelle riparazioni, come il buon Gianni Fusilli, che oggi lo piange da fratello minore. Ma tutti lo piangono Tonino e non è retorica !. Lo piangono i condomini del suo palazzo, i famigliari suoi e di Laura, gli amici ed i Cioffi: Michele mi ha detto: “Scrivilo che era bravo e non perché se ne è andato”. E’ così. Lo posso ben scrivere che Tonino era una brava persona, lavoratore, rispettoso e paziente. Quanta pazienza con tutti sti clienti (me compreso). Noi - si sa - una cosa la portiamo oggi e la vogliamo riparata ieri. Ma lui non si faceva prendere dal panico. Sorrideva e aggiustava, ora che nella nuova officina stava largo e sempre in compagnia di clienti ed amici, anzi clienti-amici, perché se era il tuo meccanico automaticamente gli diventavi amico. Anche un uomo potente come Tonino Di Pietro gli era diventato amico, tanto da essere venuto a dargli l’ultimo saluto da solo e con gli occhi rossi, cosa molto apprezzabile. Se non ci fossi stato al funerale pure io (modesto giornalista locale) probabilmente nessuno avrebbe colto questa notizia, che però andava data, perché se uno come Di Pietro si smuove e si commuove vuol dire che il nostro Tonino meritava il rispetto di tutti: uomini semplici ed uomini potenti. E quindi merita anche questo mio titolo, che può indulgere alla retorica: “Se ne vanno sempre i più buoni.”. Tonino Di Nardo era uno buono, uno che lavorava e aveva pazienza, uno di quelli il cui modo di essere ti serve per capire perché questo Paese va avanti nonostante i suoi mali endemici (corruttele, furberie ed imbrogli a tutti i livelli). In questa società malata, si va avanti perché persone come Tonino tutte le mattine si alzano, fanno il proprio lavoro, rispettano la gente e sono educati. E quando se ne vanno lo fanno silenziosamente ed umilmente, come erano vissuti. Ma ci lasciano un bell’esempio. Quell’esempio di serietà che ha fatto commuovere Antonio Di Pietro e tutti quelli che stavano al funerale. A Laura ed ai famigliari tutti le più sentite condoglianze della nostra redazione.

Orazio Di Stefano

Commenti   

-1 #1 stefano pinti 2016-06-04 15:54
Ciao zio tonino. La foto qui sopra risale al 20 giugno 2015. Giorno del mio matrimonio. Sei unico e speciale....sempre...
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