Editoriali

VECCHI E VINO202

Ieri “Giornata Nazionale dei Dialetti”

SAN SALVO | Bisogna inserire il dialetto nelle scuole elementari di San Salvo, prima che scompaia definitivamente. Il 17 gennaio, festa Sant’ Antonio Abate, patrono dei contadini

e degli animali domestici, in tutti i paesi e città d’Italia si è svolta la “Giornata Nazionale dei Dialetti”. Il dialetto salvanese rischia di scomparire definitivamente nel giro di pochi anni. Scompariranno : ” Fère lu harbène”, ”tìnghe nu dulàhure de còcce”,”me so bbuttàte”,”chi ssì magnàte”,”iàmme”,”a ndò vì”,”me so fatte na magnàte de checàcce”,”i so purtéte na félle de mendricéne, pàsse ssu trùffele, è scìute nghì lu sciarabbàlle, nghì la varre, peije ssa capàzze de saggecce, zè piccìchete na tàppile de làute. Potremo continuare ad individuare gli appartenenti di un ceppo familiare attraverso il soprannome : Piscialulétte, Miscardélle, Pittirìsce, Trapinarélle, Caffittìre, Uagnilùcchie, Pupattélle. L’avvento della tecnologia, il consumismo, la globalizzazione, e soprattutto la forte immigrazione, sono stati le cause che hanno caratterizzato la dispersione della nostra parlata. Potrà ancora salvato parte di questo importante retaggio? Renzo Arbore durante un concerto di Campobasso ha lanciato dal palco una proposta al Ministro della Cultura Dario Franceschini.” Credo sia importante- ha spiegato - rivendicare che la cultura cosiddetta media, come la canzone popolare, fa parte della cultura alta. La canzone popolare deve essere adottata nelle scuole”. La scuola ha il dovere di mantenere vivo questo ricco patrimonio In molti paesi, il dialetto è diventato materia di studio obbligatoria nelle scuole elementari . A San Salvo molti genitori degli alunni sono favorevoli. Perchè il vernacolo non viene insegnato anche ai bambini della Scuola Elementare della nostra città? Bisogna fare qualcosa, prima che la bbella parlatùra salvanèse, trasmessa oralmente da una generazione all’altra, scompaia nell’oblio.

Michele Molino

Presidente del Cenacolo salvanese