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Giuseppe Tagliente

Tagliente. Sono stato a Pontida

Si, sono stato a Pontida e non lo nascondo. E perché dovrei di grazia? Sono sempre stato un uomo libero ed ho cercato sempre di ragionare con la mia testa anche a rischio di fare scelte regolarmente pagate ma che non rinnego.

Sono stato a Pontida per onorare un invito ma soprattutto perché avevo voglia di capire cos'è oggi questo movimento e se sia vero che sta evolvendo in direzione nazionale e sovranista. Ho fatto bene. Le impressioni che ne ho ricavato non sono state tutte positive ma nel complesso ho rilevato che la Lega, grazie a Salvini, è stata capace con un coraggio davvero raro nella politica attuale di allungare lo sguardo oltre la Padania e di rompere ogni retaggio col passato secessionista di Bossi. Lo confesso, provo simpatia per questo movimento che ha cancellato la parola Nord dal simbolo e che parla "come mangiano gli italiani", cioè che parla dei problemi che interessano questo nostro popolo, l'immigrazione, l'abolizione della legge Fornero, la tassazione unica, la salvaguardia della nostra cultura. Non di stupide ed anacronistiche balordaggini come ad esempio quelle contenute nella legge Fiano. Questo non significa che ho aderito, come qualcuno ha scritto tanto per far caciara, ma vuol dire che se la Lega di Salvini continuerà a mostrarsi coerente con quanto oggi dice e fa, un pensierino potrei farcelo. E perché no?

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