Editoriali

menna salvini bonaccini

Fra la Via Emilia e il West

Guccini, almeno nel titolo, aveva capito che il dilemma è FRA la via Emilia e il West, laddove per via Emilia si intende la Regione rossa dal dopoguerra, delle cooperative, dei primi asili nido, dei cantanti, cantautori e musicisti come Morandi, Dalla, Guccini e Nomadi, del primo turismo costiero nell' Adriatico,

per le vacanze estive di massa, della più antica università dell' Occidente, dei guelfi e ghibellini, di Peppone e don Camillo. Mentre per il West si intende la sinistra all' opposizione.

Ove questo accadesse, come peraltro era accaduto nel quinquennio '99 -' 04, in cui Bologna elesse suo sindaco Giorgio Guazzaloca, che succederà ?

Le cooperative e gli asili nido continueranno a funzionare, come pure l' Università; i cantautori continueranno a cantare; il turismo sulla costa ci sarà come sempre e se dovesse ridursi non sarà certo, perché una eventuale nuova Giunta regionale lo vorrà cancellare.

 Anzi, è probabile che le tante cooperative per continueranno a lavorare compiaceranno i nuovi vertici regionali e si faranno dare i nominativi da assumere. E tra cooperative vanno annoverate anche le multinazionali della Coop e dell' Unipol, che da tempo ragionano sui profitti e sui bilanci e non più si un' economia diversa.

Il problema dunque non è il West, ma il FRA, cioè quello che succede prima delle elezioni: il dibattito che avremo da adesso e fino al 26 gennaio '20.

Saranno due mesi molto combattivi, per cui chi non vuole perdere si "aggrappera'" alle sardine, come gli abruzzesi si "aggrapparono" al curriculum istituzionale di Giovanni Legnini. E chi vuole vincerà dirà che tutto cambierà. Ma facciamo un esempio di casa nostra:

la Giunta abruzzese in carica è immobile quanto la precedente, al punto da farci pensare che D'Alfonso e Marsilio pari sono. Legnini avrebbe saputo fare meglio dell' uno e dell' altro? Bo, forse lui che ha avuto a che fare coi magistrati ci sarebbe riuscito. Tuttavia domandiamoci: e se l' immobilismo non dipendesse dai presidenti, ma dalla struttura burocratica regionale, che non è riuscita a governare la sinistra e non riesce a governare la destra?

A livello nazionale, chiediamoci se (per fare un esempio) il problema Alitalia non sia stato più grande di Prodi Berlusconi e Renzi?

E se il problema fosse che la politica non conta più niente come  dimostrano a Bruxelles il Mes e a Vasto lo sfogo del povero sindaco?

La sua vicenda dimostra che tra lui e il prefetto i poteri che oggi contano stanno col prefetto, esattamente come ad agosto tra Salvini e Conte i poteri forti scelsero quest' ultimo: per dinamiche di sopravvivenza, il sistema sceglie chi lo garantisce di più.

La politica ed i politici non contano più nulla, si fanno la guerra a vicenda e non si rendono conto che sono in balia di Eurocrati e Grande Finanza, di Magistrati e Stampa, di Burocrati e Globalizzazione.

Il problema non è l' Emilia Rossa (da sempre Regione moderna e d' avanguardia anche se con il suo vecchio sistema di potere, peraltro simile a quello Lombardo-Veneto per la destra e CL). Il problema non è neanche il West, ma che in questo dibattito elettorale parliamo di sardine e Rousseau e ci dimentichiamo che quando i partiti erano forti (anche se all' opposizione perenne) nessun funzionario pubblico, per quanto potente, avrebbe potuto trattare un sindaco come è stato trattato il povero Francesco Menna,  che è comunque un eletto del popolo.

Ods

Commenti   

0 #1 nicola dario 2019-11-25 17:31
Orazio scrivi:"La politica ed i politici non contano più nulla" .Sai bene che dipende da che politica,dal come e da chi la fa e propone
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