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Reliquie di San Donato da Arezzo a Celenza Santuario di San Donato, 9-10-11 aprile 2016

CELENZA | Celenza sul Trigno si prepara a vivere tre giorni di intensità spirituale ospitando, nella seconda settimana di Pasqua, 9, 10 e 11 aprile 2016, parte del corpo di san Donato, le “reliquie insigni”,

provenienti da Arezzo, città di cui è protettore. L’intuizione geniale è del parroco don Erminio Gallo che chiama a raccolta il popolo dei fedeli, non solo celenzani, ma anche del vasto territorio circostante abruzzese e molisano, quei fedeli che si recano in pellegrinaggio, nel passato a piedi in processione, poi con i pullman, oggi con le auto in occasione del 7 agosto, festa di san Donato. E sono sempre tanti! «Andiamo a san Donato» dicono i devoti, il Santo con cui identificano Celenza.

Il santuario di san Donato, da secoli noto, ha già ospitato, sempre per iniziativa di don Erminio, nella primavera del 2013, tre conferenze sulla realtà del martirio quale testimonianza pubblica della fede in Dio. San Donato, per la sua fede virile fino a diventare martire, si pone come modello di spiritualità e di amore verso Cristo e la Chiesa.

La devozione dei pellegrini verso quest’uomo di preghiera, di penitenza, evangelizzatore e taumaturgo è davvero commovente. «Uomo che ha preferito perdere la testa, ma non l’anima» disse don Alvaro Bardelli, parroco della cattedrale di Arezzo, il 27 settembre 2009, il giorno in cui consegnò a un gruppo di celenzani la reliquia e il calice. Gli storici sono concordi nel giorno della sua morte, il 7 agosto, quando viene festeggiato, ma non sull’anno; alcuni pongono la data nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano, altri nel 363, durante la persecuzione di Giuliano l’apostata.

Saranno esposte nei tre giorni le “reliquie insigni”, quelle cioè a vista. La richiesta forte di don Erminio Gallo e del vescovo di Trivento, mons. Domenico Scotti, la disponibilità del vescovo di Arezzo, mons. Riccardo Fontana, e del parroco della cattedrale don Alvaro Bardelli, hanno compiuto il “miracolo”, sì, perché le reliquie di san Donato non sono mai uscite da Arezzo; ecco perché si tratta di un fatto straordinario.Duomo di Arezzo

Il Santo, un gigante della fede, era famoso anche come taumaturgo perché molti sono i miracoli a lui attribuiti. Il più famoso è quello del calice di vetro rotto dai pagani mentre celebrava la messa; il Santo lo ricompose con i pezzi raccolti e, pur senza il fondo, manteneva il sangue. Questo miracolo ha un significato profondo e attuale, che ci tocca da vicino: la fragilità del vetro, spiegò don Alvaro durante la conferenza del 4 maggio 2013 a Celenza, rappresenta la fragilità della società umana che facilmente si spezza, che facilmente si lacera, e solo la forza della fede può ricomporla, tenerla insieme e unita. Una fede forte, gigantesca come quella di san Donato.

Sarà proprio il parroco del Duomo di Arezzo, don Alvaro Bardelli, che porterà le reliquie.

Una iniziativa, quella di don Erminio Gallo, valida e opportuna, che cade nel Giubileo della Misericordia, che offrirà momenti di preghiera e di riflessione sulla convivenza umana civile e misericordiosa, che vedrà i devoti celenzani uniti nell’amore per san Donato, il loro protettore, di cui si sentono orgogliosi.

Duomo di Arezzo

Rodrigo Cieri

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