
In scena la straordinaria storia del Nostro Patrono San Vitale.
Maria Pagano (amica e regista che conosco da sempre) la devo ringraziare di cuore per avermi invitato alla "straordinaria storia del nostro Patrono San Vitale". Infatti, se non fossi andato non avrei trascorso una bella serata all' insegna della salvanesita'.
Ma, soprattutto, non avrei saputo una serie di cose sul vissuto di San Vitale che, grazie a lei, ora so.
Non sapevo, per esempio, che Vitale fosse stato trasferito a Ravenna per ordine del Console Paolino. Né sapevo che si fosse autodenunciato personalmente nell'atto convincere un suo confratello a non rinnegare il Dio cristiano. Sapevo che fosse stato contemporaneo di Nerone e che fosse incappato nelle sue persecuzioni, ma non sapevo che queste fossero state la risposta di polizia al noto incendio di Roma, sulle cui vere cause si discute ancora oggi.
Sapevo del gemellaggio religioso promosso da Leone Balduzzi, in accordo con Don Cirillo Piovesan, con la parrocchia di San Vitale di Marittima. Ma non sapevo che esso ci avesse "lasciato in eredità" un copione consegnato dallo stesso Balduzzi a Maria Pagano e che questa si sarebbe giustamente incaricata di adattarlo e metterlo in scena. Cosa, peraltro, non facile, per la grande quantità di attori richiesti.
La regista, comunque, non è stata brava solo a "reperire" gli oltre trenta attori di ogni età e con vari carismi (musicali, danzanti, interpretativi e phisique du role), ma ha saputo anche curare tutti i particolari: finanche le mele cotogne nelle case patrizie, oltre agli arredi ed ai costumi d'epoca, con notevole risalto degli abiti patrizi militari e della servitù rispetto alle popolane). Non dev'essere stato facile organizzare una danza musicata antica solo con un flauto, due percussioni e quattro incantevoli danzatrici. Va, infine, detto che gli attori, per quel che so quasi tutti debuttanti, hanno interpretato i personaggi con molta intensità e con giustificata partecipazione.
Forse perché si è trattato della biografia di un Santo a noi caro e della sua Santa famiglia.
Forse perché è la storia che celebriamo ogni 28 aprile e ogni 20 dicembre. Forse perché è stato ricordato Balduzzi (ancora vivo nell' immaginario collettivo cittadino). Forse perché Maria non ha trascurato nulla, facendo proiettare finanche tre soldati a cavallo lungo l' Adriatico in direzione di Ravenna, nuova destinazione dell'ufficiale e patrizio Vitale. Forse perché il protagonista, che porta il nome del Santo, ha compostamente indossato la divisa che vediamo da sempre indossata dal Glorioso Protettore. Sta di fatto che in sala si è respirata un'aria quasi mistica, insieme alle vere essenze inebrianti dell'epoca che hanno mirabilmente infranto la naturale separatezza tra gli spettatori e lo spettacolo.
Orazio Di Stefano